Molti anni fa, nella preistoria di internet, il SEO era una figura ben definita, era colui che ottimizzava le pagine e i siti per ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca, erano gli anni in cui tutto era basato su fattori onpage, al massimo si controllava il nome a dominio.
Poi c’è stata una rapida evoluzione che ha portato alla preponderanza quasi assoluta dei fattori esterni, e da qui credo sia nata la trasformazione dei SEO, non più ottimizzatori, ma ricercatori dei fattori esterni considerati e del loro reale valore negli algoritmi dei motori di ricerca. Infine si sono occupati pure al pay per click, allora la mia domanda è: si può ancora parlare di SEO in senso stretto?
Secondo me non più, ormai il SEO nella più riduttiva delle ipotesi è in realtà un SEM, cioè uno che si occupa di marketing per i motori di ricerca, attento ai contenuti e al gradimento di essi, per fare in modo di essere linkato spontaneamente oppure per fare vantaggiosi scambi di link, non solo, ormai i clienti cominciano a farsi furbi, sanno bene che visite e conversioni non sono esattamente la stessa cosa e allora al nostro povero SEO tocca davvero studiarsi un po’ di web marketing.
Quindi, è ancora lecito chiamarlo così? Probabilmente no, di sicuro è molto più di un ottimizzatore di siti, probabilmente se vuol sopravvivere deve essere un PR, un “Markettaro”, uno studioso e chissà quante altre cose; Ma ormai si chiama SEO quindi, perchè cambiargli nome? Lasciamolo in pace e lasciamolo lavorare, però non ditegli che è un ottimizzatore di pagine, magari così lo fate arrabbiare davvero.
Sebbene non sia mai stata la mia vera professione, ma da quando mi sono apapssionato di web marketing (ormai quasi 5 anni fa) ho sempre visto il ruolo del SEO, o SEM che dir si voglia, come quella dell’esperto di marketing e non come veniva vista all’epoca, ossia quella del semplice programmatore che ottimizzava un sito o una pagina web inserendo solo i Meta Tag, delle keywords qua e là, dei link piu’ o meno artificiosi. Già da qualche anno, fortunamente, grazie soprattutto all’algoritmo di google, non è piu’ cosi’; chi fa web marketing non può prescindere di analizzare la concorrenza, studiare il target, programmare una strategia di comunicazione del sito ecc… strategie del mondo del marketing tradizionali che avranno poi delle specificità sul web. L’ottimizzazione dei siti per renderli searche engine friendly è solo una piccola parte del mondo del web marketing
di brent - 4 luglio 2007 - 21:26
si, ormai ci vuole solo un buon consulente di mktg, che come un tempo doveva sapre l’inglese, ora deve sapere di internet.
di spiderpanoz - 5 luglio 2007 - 11:40
Infatti SEO è troppo limitante: quello che faccio è un servizio di web intelligentia, comprensione, previsione e adeguamento delle strategie all’evoluzione del web.
di stepius - 5 luglio 2007 - 16:03
Personalmente sono favorevole a questa trasformazione del ruolo e della professione del seo, ua figura sempre più a tutto tondo, che abbina competenze specialistiche a doti relazionali e di comunicazione online, più orientato a vedere e capire cosa succede nella rete e sempre meno concentrato sul proprio singolo sito, finalmente in grado di sedere a pieno diritto accanto a chi disegna e definisce le strategie di marketing e di comunicazione. Se comprendiamo che creare un blog di successo porta a risultati paragonabili, se non superiori a quella di un’attività SEO, nella vecchia accezione, allora riusciremo a vedere il ruolo del SEO sotto un altro cappello, quello della comunicazione, della fiducia e della reputazione online
di Leonardo Bellini - 5 luglio 2007 - 22:08
Concordo pienamente su questo cambiamento, perche ora sono entrati in gioco fattori che prima non c’erano, o se erano presenti venivano considerati di meno.
di Soldiweb - 6 luglio 2007 - 15:59
basta analizzare la comunicazione fiat… quanto c’è di seo e quanto di mktg?
internet funziona se c’è strategia
di spiderpanoz - 9 luglio 2007 - 15:12