Facebook è il termine più ricercato sui principali motori di ricerca

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Se è vero, come qualcuno dice, che il successo di un sito è direttamente proporzionale al numero di volte in cui il suo nome è cercato sui principali motori di ricerca, possiamo allora dire, semmai ce ne fosse ancora la necessità, che Facebook è a tutti gli effetti “il re del Web 2.0″.

La classifica delle query più cercate sui principali motori come Google, Yahoo e Bing preparata da Experian Hitwise dice, infatti, che il termine “Facebook” è in assoluto il più digitato, seguito, qualche posizione più sotto, ma sempre tra la prima decina, da chiavi come “facebook login” o “facebook.com“.

Il successo di Facebook presso gli utenti è quindi la prima chiara indicazione che da queste tendenze si evince, ma a un’analisi più attenta arrivano anche altre riflessioni, come quella per cui appare quantomeno singolare come un grosso numero di utenti utilizzi i motori di ricerca per raggiungere uno dei propri siti preferiti.

Per alcuni esperti ciò è indice della scarsa attitudine dell’utente medio di Facebook a ricordarsi l’indirizzo del sito, ma appare chiaro come non siano di uso comune nemmeno l’utilizzo di strumenti come i Preferiti o i Bookmarks che tutti i browser mettono a disposizione.

Emerge quindi il quadro di un utente-tipo relativamente poco evoluto e ciò forse è anche fisiologico. Facebook deve infatti il suo successo all’essere riuscito a diventare un fenomeno di massa, riuscendo a catalizzare l’interesse di una buona fetta di pubblico che, diversamente, poco o nulla sarebbe stata aperta ai richiami del Web.

Le conseguenze sono quelle per cui un grosso numero di utenti si è ritrovato catapultato tra le pieghe del social network ancor prima di aver assorbito le dinamiche della navigazione stessa, ragion per cui appare logico l’utilizzo del motore di ricerca anche per raggiungere siti di estrema familiarità il cui URL dovrebbe, teoricamente, essere stato assimilato da tempo.

In conclusione, tuttavia, va detto come questa tendenza viene sostanzialmente registrata anche per altri servizi disponibili su Internet e non solo per Facebook. Tra le query più importanti ci sono infatti “YouTube” “Yahoo” o “Yahoo Mail“, che testimoniano in fondo come il ruolo dei motori di ricerca, visti ancora oggi come il punto di riferimento assoluto nello smistare e indirizzare il traffico Web, ne esca rafforzato a dispetto di quanti li giudicano ormai per certi versi superati.

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Commenti

  1. [1]

    Quello di raggiungere un sito web attraverso la ricerca tramite un motore di ricerca è una pratica estremamente diffusa tra gli utonti(: meno evoluti.
    Spesso ignorano utili strumenti quali i bookmark o molto più spesso per pigrizia sono consoni attuare questa pessima abitudine.
    In generale il punto di partenza per la loro sessione di navigazione è sempre il motore di ricerca, cosa che ha decretato la plurimilionaria fortuna di questi ultimi.
    Spesso questo è dovuto al precario equilibrio che oggi molti utonti di Internet hanno nei riguardi del stesso.
    Non esiste una effettiva consapevolezza di cosa sia il mezzo Internet, cosa sia una sessione di navigazione, cosa sia il web e cosa effettivamente sia un motore di ricerca, e più in generale quale sia l’utilità di quella casellina di testo posta nella parte alta del browser e che riporta continuamente strane stringhe di testo (http://www. …..it).
    Per queste persone (e sono parecchie!!) il modo di muoversi sul web è estremamente precario e pericoloso (vedi il proliferare degli ormai famosi rogue antivirus).
    Strano è (ma non credo bisognerà attendere molto) che i così geniali cyber criminali non abbiano ancora sfruttato questa tendenza per i loro scopi.
    In effetti non mancano malware che vanno a manipolare i risultati delle ricerche web. Quello che oggi non accade ancora è unire questa tecnica a quella del phising piuttosto che ad un mero redirect su chissà quali siti.
    Pensate che catastrofe!!! :(

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