Da domani Ning chiude l’accesso gratuito. E se succedesse a Facebook e YouTube?

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La notizia circolava nell’aria da ormai settimane. Ning, il più noto portale per realizzare social network, chiude definitivamente il servizio gratuito utilizzato da anni da milioni di navigatori.

Come comunicato sul sito ufficiale di Ning, la nuova dirigenza ha deciso di dismettere ogni rete gratuita, in favore di piani a pagamento che offriranno servizi supplementari ancora più innovativi ed efficaci. Domani è la data prevista per la comunicazione dei nuovi piani a pagamento e delle modalità di chiusura dei network gratuiti esistenti.

Ning dovrebbe lasciare a chi gestisce network sociali realizzati sulla propria piattaforma il tempo necessario per migrare su servizi concorrenti ancora gratuiti, come Sprutz o Grou.ps, i quali hanno già procedure per importare i membri delle community di Ning.

Dal punto di vista del modello di business, il cambio di direzione di Ning lascia però un solco indelebile nella fiducia che i navigatori nutrono su tutti quei servizi, Facebook e YouTube su tutti, che ancora sembrano non dimostrare con certezza un futuro gratuito per queste applicazioni. Così come è plausibile che molti gestori di network di Ning possano passare a un piano a pagamento, cosa accadrebbe se gli amministratori di Facebook decidessero di abolire l’accesso libero al network? E se Google decidesse che pubblicare video su YouTube ha un costo?

La prospettiva di una migrazione di massa da Facebook o YouTube verso servizi concorrenti è semplicemente improponibile, così come risulta alquanto sgradevole pensare di dover pagare per servizi che, fino a oggi, sono stati offerti gratuitamente e sono entrati nelle abitudini dei navigatori.

Il caso di Ning, che se pur non molto noto in Italia negli USA è considerato uno dei più diffusi e validi servizi di social network, fa quindi riflettere il mondo del Web.

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Commenti

  1. [1]

    e’ assolutamente lontano dalla realta’ che youtube possa diventare a pagamento: la sua ormai stretta integrazione nei meccanismi pubblicitari di google non lo permetterebbe. Sarebbe un suicidio commerciale, insomma.

    Per facebook: semmai diventasse a pagamento, penso che la wordpress foundation ci metterebbe MOLTO POCO a rimpiazzarlo proponendo le funzionalita’ di buddypress direttamente su wordpress.com (tra l’altro mi pare che gia’ con wordpress.com abbiano una strategia commerciale abbastanza ben testata).

    My two cents..

  2. [2]

    Se il modello di business regge, quindi la pubblicità di YouTube, direi che ha senso continuare con il “tuttogratis”, altrimenti dubito che la strada sia proseguibile in perdita…

  3. [3]

    Questo episodio rafforza la mia convinzione che gli strumenti come Ning ma anche Facebook siano utili e potenti ma che essi non debbano mai sostituire il nostro webmarketing.

    Ne ho parlato sul mio blog (http://internetmanagerblog.com/2009/11/16/meglio-inventare-ogni-volta-la-ruota-o-consegnare-ad-altri-i-propri-utenti/), alcuni strumenti ci offrono possibilità da sfruttare senza dubbio per non inventare ogni volta la ruota, tuttavia l’obiettivo finale deve sempre essere quello di fidelizzare (e far registrare)gli utenti sul nostro sito, pena la perdita dei lead quando il servizio su cui ci appoggiamo chiude.

    E’ un equilibrio difficile e delicato ma se ne siamo consapevoli si può raggiungere, usare solo i social è troppo facile e semplicistico.

  4. [4]

    Il problema della raccolta di registrazioni su siti/servizi gratuiti è proprio questo: i dati sono nelle mani di chi gestisce i servizi stessi e non di chi intraprende iniziative via Facebook , Ning and co…

  5. [5]

    I modelli di social network attualmente esistenti devono essere superati con modelli aperti e decentralizzati, come del resto e’ scritto nel DNA del web stesso.

    Perche’ mai avrebbe senso che FB abbia tutti gli account di tutti gli utenti e fornisca lui tutti i servizi, quando la mail o le pagine web in genere funzionano esattamente al contrario (ogni utente sceglie il proprio provider con cui entrare in rete e ogni publisher sceglie il proprio Host dove pubblicare i propri contenuti)?

    Anche i servizi web 2.0 sono partiti bene (vedi tutti i concetti SOA, OAuth, OpenID, ecc.), poi e’ arrivato FB che ha fagocitato tutto centralizzando l’intero web nel suo sito…

    I social network “open” del futuro dovrebbero essere (questa la mia vision) una collezione di servizi, forniti individualmente da molteplici provider ed ogni utente dovrebbe comporre la propria collezione a piacimento.
    Io utente dovrei poter decidere di tenere la mia lista contatti su un provider, gli album delle foto su un’altro, i filmati su un altro ancora e cosi’ via.
    Tramite OpenID posso usare un servizio di autenticazione a piacimento e tramite OAuth posso autorizzare i singoli componenti da me scelti a dialogare fra loro creando il network…
    Potrebbero inoltre nascere in rete dei siti di indicizzazione dei servizi e wizard, in modo che anche i non-esperti possano costruire il proprio pool di servizi.
    In questo modo, nascerebbero sicuramente anche servizi di migrazione dati da un provider all’altro, permettendo di fatto lo spostamento dei propri contenuti da un provider all’altro con basso impatto…

    Le tecnologie ci sono, come al solito serve la volonta’ e la forza di metterle insieme…

    Ciao

  6. [6]

    In realtà non penso si tratti di una questione di tecnologie… ma du business puro. La ricchezza di Facebook per Facebook sono proprio i dati personali degli utenti: è tutta loro proprietà! Chi fa marketing può solo avere un’idea molto approssimativa di quanto valgano centinaia di milioni di account utente profilati in quel modo…

  7. [7]

    Se facebook divenisse a pagamento sarebbe la sua fine perche penso che pochi pagherebbero per una cosa del genere !!

  8. [8]

    Io al contrario penso proprio che moltissimi accetterebbero di pagare “qualcosa” per non perdere identità digitale e relazioni…

  9. [9]

    @Daniele

    il mondo è bello perche è vario ma con i tempi che corrono penso che in pochi pagheranno per avere un account faccialibro visto che non è cosa neccessaria !!

    Secondo me ( ma è la mia idea del tutto condivisibile o meno ) i soldi vale la pena a spenderli in altre maniere

  10. [10]

    Sono assolutamente d’accordo nel dire che la ricchezza dei social è nei loro registrati, ma proprio per questo credo che l’azienda debba creare un meccanismo virtuoso tra il traffico e le opportunità dei grandi siti e le proprie attività/siti/database clienti.

    Consegnare in blocco i propri clienti a una terza parte vuol dire rischiare di perderli in qualunque momento, l’importante è averne consapevolezza, poi ciascuno fa le proprie scelte.

  11. [11]

    Se dovesse accadere, chiuderebbero i battenti in pochi mesi…

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