I contenuti dal basso sono di qualità?

Spesso, quando si parla di web 2.0, si pone il problema della valutazione della qualità. Secondo un luogo comune, contenuti prodotti liberamente dal basso equivalgono a bassa qualità. Chi nella blogosfera ci vive, partecipa, legge e scrive quotidianamente, sa bene che una selezione di contenuto viene fatta soggettivamente e attraverso un feed-reader si gestiscono gli aggiornamenti di centinaia di blog parallelamente alla propria attività lavorativa.

Kevin Kelly, dall’alto della sua esperienza, ne parla in uno dei suoi ultimi post sostenendo che “The Bottom is not enough”.

Negli anni ‘90 Kely lavorava con Howard Rheingold, autore de libro Smart Mobs (Moltitudini intelligenti), che sosteneva fermamente la possibilità per i contenuti di essere totalmente costruiti dal basso, senza più l’intermediazione di redattori, studi, ecc. Kelly rimaneva fermo già allora sulla convinzione che gli editori non avrebbero cambiato le loro regole.

Con il proliferare dei blogger e con la diffusione mondiale di Wikipedia a prima vista si potrebbe dire che avrebbe avuto ragione Rheingold:

For better or worse, the Wikipedia now represents power from the bottom up, the decentralized apex of editor-less knowledge, out-of-control goodness, and infamous the hive mind. Wikipedia is not the only hive mind out there. There’s the grand web itself, and other collective entities, such as fandoms, voting audiences, link aggregators, consensus filters, opens source communities, and so on, all basking in a rising tide of loosely connected communal action.

In realtà, però, la redazione di Wikipedia compie un lavoro molto intenso e meticoloso, per controllare veridicità e qualità dei contenuti

In fact a close inspection of Wikipedia’s process reveals that it has an elite at its center, (and that it does have an elite center is news to most)

Secondo voi è davvero necessario un controllo dall’alto o dobbiamo solo aspettare che si sia diffusa radicalmente la cultura digitale (”solo” si fa per dire)?

Commenti

  1. [1]

    Non è un fatto che dipende da Internet, dal Web2.0 o dal successivo Web 3.0 e cosi via…

    Internet è solo un medium e non inventa o aggiunge sulla cultura dell’umanità. Cultura che da sempre ha avuto bisogno di controllati e controllori. (Purtroppo).

    Gamon

  2. [2]

    Bè, io direi che un certo controllo deve pur esserci, altrimenti sarebbe un pasticcio di notizie, notiziole e notizielle.

    Sarebbe bene forse, per eliminare del tutto tali controlli, che le persone acquistassero una certa coscienza e conoscenza dei mass media e dell’etica in generale; ovviamente, me compresa.

    Comunque, così come alcuni contenuti “dall’alto” possono essere scadenti, così possono esserlo i contenuti dal basso.

  3. [3]

    La situazione è complessa:
    I contenuti “dall’alto” dovrebbero essere controllati, ma spesso lo sono troppo, nel senso che spesso notizie scomode per certe lobby vengono fatte sparire o minimizzate.
    Dalla rete arriva di tutto, questo è noto e forse proprio questo è il vantaggio, la responsabilità di credere o meno a certe notizie senza gli opportuni controlli oramai è restituita al fruitore delle informazioni.
    Data la natura stessa della rete comunque la reputazione di un diffusore di falsità o disinformazione può o dovrebbe circolare rapidamente,un po’ come succede in ebay per i venditori.
    L’informazione arriva dal basso e la responsabilità del controllo deve fare altrettanto, è per questo che i giornalisti dei media tradizionali sono così aggressivi verso questa nuova modalità di circolazione delle idee, perdono potere e controllo.
    Un’ultima riflessione: Il fenomeno del blog di Beppe Grillo e le informazioni che esso distribuisce, se l’informazione fosse rimasta sotto lo stretto controllo delle redazioni tradizionali, non avrebbe avuto alcuna possibilità di offrirci spunti di riflessione.
    Prendersi la responsabilità di vagliare personalmente la credibilità di una certa tesi o informazione è più difficile ma ormai siamo in ballo.

  4. [4]

    @Gamon In realtà no! Perchè se si passa ad una redazione totalmente distribuita delle notizie ciascun produttore di contenuti parla prevalentemente di ciò in cui più è competente. Quindi non ci saranno più giornalisti che riportano le notizie sul Wi-Max senza sapere neanche cosa sia, ma ci saranno ingegneri delle telecomunicazioni che ne approfondiranno ogni minimo dettaglio. E chi non ne sa nulla ma ne parla ugualmente viene automaticamente smentito da quell’autoregolamentazione che vige nelle comunità on line.

    @Camilla In teoria il controllo viene fatto automaticamente dagli stessi utenti, attraverso la discussione on line, costruita attraverso trackback e commenti.

  5. [5]

    Allora è un sistema perfetto…no?
    ;)

  6. [6]

    Manca forse la cultura digitale dell’autoregolamentazione perchè possa essere riconosciuto come un sistema funzionante. Sul perfetto direi che nessuna opera umana può essere perfetta! ;-)

  7. [7]

    No, in effetti no.
    Ma credo che in teoria potrebbe esserlo, se esistesse l’autoregolamentazione…e vabbè va, è il cane che si morde la coda =D

  8. [8]

    Hai citato Wikipedia: conosco gente che ha fatto tesine universitarie con Wikipedia. Sinceramente questo non mi sta bene. Un discorso diverso è quello dell’informazione tout court. Ci sono blogger che scrivono molto meglio dei giornalisti. Ormai è tutto un copia e incolla.

  9. [9]

    beh le tesi prima di internet si copiavano dai libri e dalle enciclopedie.

  10. [10]

    Quindi ora si risparmia tempo, la differenza e’ tutta qui :-)

    Concordo sul fatto dei blogger migliori dei giornalisti molto spesso, specie se i giornalisti si limitano a riferire anche in TV filmatini presi da YouTube :-)

  11. [11]

    @NicLoz Anche io concordo! Anche se a volte “i blogger migliori dei giornalisti” sono giornalisti anche nella vita… nel blog possono esprimersi meglio e più liberamente!

  12. [12]

    forse ci stiamo indirizzando verso una nuova tecnica di scrittura che si basa sulla capacità di cercare, selezionare, assemblare e riscrivere contenuti. La definirei più una scrittura costruttiva piuttosto che creativa. Ricordate i lego.

  13. [13]

    Si! ma ciascuno deve aggiungere il suo valore!

  14. [14]

    La mia non era una presa di posizione, ma un’impressione.
    Eè importante aggiungere valore per aumentare la produzione dei contenuti, altrimenti ci troveremmo in una condizione di stagnazione.

  15. [15]

    Ok! Una produzione che deve essere giustamente di qualità! E non un copia-incolla banale come si diceva qualche commento fa! Io, in ogni caso concordo con la tua impressione.

Inserisci il tuo commento

Aumenta l'altezza della textarea Riduci l'altezza della textarea