Il settore IT italiano ai primi posti in Europa

Information Technology

Nonostante la crisi e le molte difficoltà strutturali che spesso vedono l’Italia più indietro rispetto ad altri paesi occidentali, c’è un settore della nostra economia che sembra viaggiare con un’altra marcia, collocandosi ai primissimi posti in Europa.

Infatti, stando a quanto assicurato da Assinform in un recente rapporto, l’industria dell’Information Technology tricolore si colloca al secondo posto nella classifica europea.

Le aziende che più si distinguono nel nostro Paese sono quelle che si occupano di software, mentre una percentuale minima è rappresentata da quelle che producono hardware o che forniscono assistenza tecnica.

“Spulciando” le cifre pubblicate, si nota anche come il grosso della produzione IT sia concentrato a Roma e Milano, che rappresentano i due poli più importanti dell’industria di settore.

Segnali positivi che, tuttavia, pare risentiranno del peso della crisi, se è vero che è previsto un calo del 5,9% su base annuale, comunque meno rispetto ad altri settori. C’è comunque un piccolo rischio per l’occupazione, specie nei confronti delle piccole e medie imprese, che già adesso hanno margini di guadagno alquanto risicati.

Commenti

  1. [1]

    Sarei curioso di sarepere di quali software si occupano queste aziende in cui “siamo forti”…

  2. [2]

    Ma cos’è, uno scherzo?

  3. [3]

    io quello che leggo tra le righe del rapporto è che siamo pieni di aziende che si fanno pagare care dall’alto ma che pagano poco in basso, diciamo così… infatti è tutta consulenza.

  4. [4]

    E’ vero Nicola… hai centrato in pieno il problema… e infatti sono anche io un consulente informatico… con la voglia di andarmene al piu’ presto!

    Se andate a farvi un giro su qualche sito straniero noterete come “gli informatici” siano strapagati al di fuori dell’ Italia…

    Sarebbe da fermarsi qualche giorno per far capire l’ importanza della nostra presenza in azienda. Non se ne rendono conto perchè purtroppo c’è ignoranza ai vertici…

  5. [5]

    Già, andarsene, non male come ipotesi: il problema è che io sono italiano e mi fa rabbia dover portare il mio piccolo fagotto di idee e voglia in altri paesi.

    Per quanto, ovviamente, tutti gli informatici ci hanno pensato almeno una volta ;-)

    Io penso comunque che non si parli di ignoranza, semplicemente è mercato: c’è una domanda e una enorme offerta di informatici. L’ignoranza semmai è nel non far crescere informatici che pensino da professionisti, ma che studiano come professionisti per poi ragionare ed essere trattati da impiegati.

    Lo paghiamo - come paese - in tutti i settori, ma nell’IT (e anche nel sociale) MOLTO di più.

  6. [6]

    >> semplicemente è mercato: c’è una domanda e una enorme offerta di informatici.

    Hai ragione, ma di quale mercato parli? Perchè se accettiamo di fare concorrenza ai mercati rumeni, indiani e cinesi, allora abbiamo perso in partenza e fra poco ci pagheranno in rupie a settimana.
    Ci tocca prendere posizione contro questo andazzo, altrimenti questa globalizzazione, così come l’hanno pensata i nostri stipendiati manager, ci stronca su due piedi.
    E io sto per diventare padre.

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